Ricerche

Nel corso di questi ultimi anni la ricerca si è orientata sui punti seguenti:

Lo scavo e lo studio dell’abitato di Poggiomarino, la « Venezia della Protostoria ». Si tratta di uno dei siti dell’ Età del Bronzo e del Ferro tra i più importanti esplorati di recente in Europa. Il suo stato di conservazione è eccezionale, grazie alla sua conservazione in ambiente umido.  Servirà di riferimento in numerosi campi di ricerca, tra cui lo studio degli oggetti e delle strutture in materia organica e per la curva dendrocronologica
La pubblicazione delle campagne di scavo 2000-2004, in una monografia in due volumi, sarà pubblicata presso l’editore Bretschneider (Roma). I materiali provenienti da questo sito, ormai celeberrimo, hanno dato luogo, intanto, a diversi contributi scientifici preliminari.

Il secondo campo di ricerca è quello degli abitati dell’Età del Bronzo di Nola. La pubblicazione del villaggio del Bronzo antico di Croce del Papa, la « Pompei della Preistoria », altrettanto straordinario del sito di Poggiomarino, per l’eccellente stato di conservazione dovuto questa volta ad un’eruzione del Vesuvio che l’ha distrutto brutalmente, è prevista nella collezione del Centro Jean Bérard di Napoli.
Sempre a Nola, una nuova indagine di scavo (Piazza d’Armi), condotta da maggio a luglio 2008, ha messo in luce una capanna e parte di una zona artigianale, pure dell’età del Bronzo antico.

La preparazione della pubblicazione riguardante il forno di vasaio (VI sec. a. C.) di Treglia è ormai molto avanzata. Tratta delle due campagne di scavi (1992 e 1995) condotte nella zona artigianale di M.te Castello, non lontano dall’oppido di Trebula Baliensis(Pontelatone-Caserta). L’esplorazione di un grande forno verticale e di una parte dei cinque scarichi ha permesso di mettere in luce una notevole parte della produzione che consisteva in recipienti in argilla grossolana (mortai, scodelle-coperchio, olle semplici e con prese, askoi, dolia). La ceramica d’impasto fine (kylikes a piede alto biansate e quadriansate, anfore, oinochoai) potrebbe avere avuto una produzione più limitata. In questi scarichi erano anche associati dei vasi di «bucchero rosso» (oinochoaie idrie) e della ceramica fine a vernice nera (kylikes di tipo C Bloesch) e di tipo «etrusco-arcaico» (scodelle decorate con una fascia verniciata sotto il bordo). Grande interesse riveste la presenza di coppe ioniche B2 d’imitazione locale. Il bucchero nero etrusco (coppe basse, ad orlo rientrante ed a profilo carenato, kanthari a piede alto e basso ad anello, kotylai, oinochoai trilobate, olpette a bocca tonda) è molto rappresentato. Questa classe ceramica reca molto spesso dei segni e delle lettere impressi nell’argilla cruda e graffiti e documenta buona parte del repertorio vascolare dell’arcaismo tardo della Campania settentrionale.

La pubblicazione ormai conclusa  della necropoli arcaica di Castellammare di Stabia è stata posticipata per carenza di fondi.

Un punto forte dell’attività dispiegata prende anche in considerazione i cambiamenti geofisici, naturali e antropici dell’ambiente.
Uno degli assi privilegiato riguarda la geoarcheologia: l’evoluzione delle linee di costa, ma anche la tefrocronologia e l’impatto sul popolamento antico delle eruzioni dell’età del Bronzo (eruzione delle «Pomici di Avellino» ed i numerosi eventi vulcanici successivi: le c.d. «eruzioni protostoriche»), i cantieri di scavi avendo generalmente una medesima caratteristica: quella di situarsi in ambiente vulcanico..
Le variazioni del clima costituiscono l’uno dei campi di studio privilegiato. Diversi incontri presso il CUEBC (Ravello) hanno condotto all’edizione “Climatic-environmental variations and impact on man in the circum-mediterranean area during the Holocene” (Edipuglia, 2003) Questo lavoro che raccoglie le comunicazioni presenate all’occasione di due Seminari internazionali sulle trasformazioni  profonde che ha subito l’ambiente, fa seguito al volume “Systema Uomo-Ambiente tra Passato e Presente” pubblicato (dicembre 1998) dal medesimo editore.
Più recentemente una collaborazione si è stabilita con il Laboratorio di Crono−Ecologia−UMR 6565 del CNRS grazie al progettot LAMA “Holocene changes in environment and climate, and history of human societies in Central Mediterranean as reflected by LAke and MArine records”. Coordinatore  Michel Magny.

In relazione agli scavi condotti, una serie di ricerche è stata avviata con i fisici per lo studio della prima metallurgia del Bronzo in Campania, con l’Università Federico II di Napoli, per la caratterizzazione petrografica delle ceramiche di Poggiomarino (stessa università) e per le datazioni: radiocarbonio (laboratorio C.I.R.C.E. di Caserta), geocronologia (Paris sud) e dendrocronologia (laboratorio DAI – Berlino).