Progetti in corso

Progetto Ori di età arcaica e classica in Italia Meridionale

Nell’ambito del programma di una ricerca interdisciplinare sugli “Ori di età arcaica e classica in Italia Meridionale”, è in corso di eminente pubblicazione le indagini, e in particolare quelle eseguite mediante la tecnica della Fluorescenza a Raggi X (XRF), condotte su oggetti in oro provenienti dalla Campania (Calatia, Capua, Cuma, Pithecusae e Teano).

Più in particolare, si tratta di una ricerca interdisciplinare nella quale, accanto agli aspetti archeologici ed a uno studio sistematico ed obiettivo dei caratteri tecnologici degli oggetti, mediante un microscopio stereoscopico portatile, è stata esaminata la composizione dell’oro costituente gli oggetti, che si presenta sempre sotto forma di una lega di oro, argento e rame. Di fatto la metodologia d’analisi XRF può permettere di capire la tecnica di lavorazione degli orafi antichi, e può diventare strumento indispensabile nell’attribuzione degli oggetti a un’epoca, una regione e forse anche a un’officina specifica. La tipologia degli oggetti, molto vasta, include fibule, collane, ferma-trecce, pendagli, orecchini, anelli.

Nel caso di reperti compositi, o di gioielli con lavorazioni e decorazioni complesse, sono state fatte più misure, sia per determinare la composizione dei vari elementi che lo compongono, sia per evidenziare eventuali restauri o manipolazioni.Per quel che riguarda la Campania, durante la ricerca sono stati esaminati e analizzati oltre 30 oggetti provenienti dalle necropoli campane di Calatia – scavo Albore Livadie (fine VIII-VII secolo a.C.), Cuma – scavi Stevens (fine VIII-IV secolo a.C.), Capua (IV secolo a.C.), Pithecusae (VIII seclo a.C.) e Teano (V-IV secolo a.C.) – vecchi scavi.

Il gruppo di studio è composto da G. Paternoster, C. Scheich e C. Albore Livadie. Il risultato del lavoro confluirà in una monografia sugli ori di età arcaica e classica in Campania, la cui sede di edizione sarà successivamente precisata.

A cura di C. Albore Livadie- Passaro Colonna

Pubblicazione di “UN FORNO DI VASAI DI EPOCA ARCAICA PRESSO TREGLIA” (Caserta – Comune di Pontelatone) .

  • La pubblicazione molto attesa delle due  campagne di scavo (1992 e 1995) nella zona artigianale di  M. te Castello, non lontano dell’oppido di Treglia (l’antica Trebula Baliensis) è già ben avanzata. L’esplorazione di una grande fornace  verticale e di una parte delle cinque discariche ha permesso di mettere in luce una grande quantità della  produzione che  consisteva in recipienti di argilla grossolana (mortaio, scodelle-coperchio, olle, askoi, dolia), ma anche in impasto fine (kylikes a piede alto biansate e quadriansate, anfore, oinochoai). In queste discariche erano anche associati vasi di «bucchero rosso» (oinochoai ed idrie) – tipiche della produzione indigena  «ausone» – a della ceramica a vernice nera (kylikes di tipo C) e di tipo «etrusco arcaiche» (scodelle decorate con una fascia sotto il bordo). Grande interesse riveste la  presenza di coppe ioniche B2 d’imitazione locale. Il bucchero nero etrusco (coppe basse, ad orlo rientrante e a profilo carenato, kanthari a piede alto ed a pied ad anello basso, kotylai, oinochoai trilobate, olpette a bocca tonda) è molto rappresentato. Segni e lettere impressi nell’argilla cruda e graffiti sono spesso presenti su questa classe ceramica.

Albore Livadie – G. Vecchio (a cura di)

  • Pubblicazione del «villaggio del Bronzo antico di Croce del Papa (Nola) ricoperto dall’ eruzione delle Pomici di Avellino (3550 BP.)».
    La pubblicazione del gruppo di capanne di Croce del Papa (Nola), la «Pompei della Preistoria», sito fossilizzato da un’eruzione del Vesuvio che l’ha sepolto brutalmente, è prevista nella collana del Centro Jean Bérard.

Progetto  sugli oggetti metallici

  • Il gruppo di studio composto da C. Giardino, da G. Paternoster e da Claude Albore Livadie, nonché da alcuni colleghi interessati ad illustrare i reperti dai propri scavi, sta effettuando in modo sistematico le analisi con fluorescenza a Raggi X a riflessione totale su oggetti in metallo dell’eneolitico – età del Bronzo provenienti dalla Campania in vista della pubblicazione in un prossimo volume della serie BAR. Il carattere particolare di questi oggetti di metallo è che provengono soprattutto da scavi e non da depositi come è maggiormente il caso in Italia settentrionale; questo rende possibile fissare una cronologia della produzione italiana e verificare l’esistenza delle varie fasi documentate nella produzione centro-europea, in particolare per il Bronzo antico.
    Oltre ad eseguire l’ analisi XRF, si intende, ove possibile, eseguire le analisi SEM e metallografiche; queste ultime, eseguite in maniera non distruttiva sullo stesso reperto. In rari casi particolari si richiederà il prelievo di polveri per analisi sulla provenienza del metallo, da eseguirsi mediante esame dei rapporti isotopici del piombo. A tale scopo si intende avvalersi della collaborazione del dott. G. Guida, dei laboratori dell’I.C.R. di Roma.