La Starza 2

La Starza di Ariano Irpino: un sito millenario

Inquadramento generale

All’interno di un paesaggio con ampie superfici dolcemente ondulate e modesti rilievi dalle sommità arrotondate, si innalzava una volta la formazione gessosa della Starza, un’altura isolata, conosciuta nel secolo scorso come “Monte Gesso”, che dalle sue due cime asimmetriche e contrapposte dominava il fondovalle (Figura 1).

fig.1.Ceramica-impressa
fig.1bis-La-Starza

Figura 1. Ceramica impressa.
Figura 2. Ollette in ceramica impressa.

Del villaggio distrutto, sembra, da un incendio, si conserva solo l’intonaco che rivestiva le pareti delle capanne e molta ceramica associata ad una ricca industria litica.

L’elemento più evidente di questa ceramica primitiva è dato dalla netta distinzione in due classi: grossolana e fine, con la prima dominante. La categoria fine vede la presenza quasi esclusiva di vasi decorati il cui impasto testimonia una maggiore cura nella selezione della materia prima. I vasi di grandi dimensioni in impasto grossolano con clasti grandi ed abbondanti con miscela di rocce  metamorfiche  o con calcite erano quasi certamente seminterrati.

Per quanto riguarda le categorie decorative, cioè gli strumenti usati per le impressioni, sono state usate le dita (ceramica unghiata, digitata, pizzicata) e conchiglie (cardium).

Nei manufatti litici  è stato distinto, tra i tipi di selce, varietà di provenienza locale e differenti varietà di provenienza dal Gargano.
Le indicazioni date dai resti vegetali e faunistici permettono di ricostruire un ambiente boscoso, con i vicini corsi d’acqua che circondava la collina, ed un paesaggio molto variato molto rispetto ad oggi. Doveva  rappresentare un habitat ideale per le diverse specie animali, sia domestiche che selvatiche.
Sembra prevalere l’allevamento capriovino, seguito da quello suino e da quello bovino. Sono presenti anche il capriolo e la lepre. Notevole è il numero di strumenti in osso rinvenuti (punteruoli, aghi, ami, spatole).
I resti vegetali attestano una agricoltura primitiva.


Case, uomini e animali  dell’età del Bronzo 

Tra la più interessante documentazione rivelata dalle ripetute campagne di scavo sul terrazzo nord  si pone  il villaggio di capanne dell’età del Bronzo medio (1640-1504   cal. BC) edificato dopo l’eruzione pliniana delle Pomici di  Avellino, quella che distrusse il villaggio di Croce del Papa a Nola (1782-1686 cal. BC) ed interessò pure il sito de La Starza, anche se in modo assai meno drammatico. Il villaggio sarà varie volte riedificato nella stessa area fino al XII sec. a. C.I livelli del reinsediamento – del primo villaggio dopo l’eruzione – mostrano delle capanne di piccole e medie dimensioni di forma rettangolare, con uno dei due lati corti absidato e un tetto a doppio spiovente con relativo colmo che si sviluppava lungo la direzione maggiore. Uno o due  focolari erano disposti all’interno della struttura, e anche all’esterno (Figura 3).
Fig.2-Resti-di-una-capanna-
Figura 3. Resti di una capanna del periodo protoappenninico

E’ lecito ritenere che i massi di gesso rappresentassero una valida protezione nei confronti degli agenti atmosferici, in particolare in relazione ai venti dominanti, come peraltro per il sito di Nola ed altri (Figura 4).

Fig.3-La-capanna-protoappen
Figura. 4. La capanna protoappenninica distrutta da un incendio

E’ documentata una abbondante fauna domestica quali quella ovicaprini, già ampiamente attestata nei livelli del Neolitico antico ed in percentuale maggiore rispetto alle altre specie rinvenute, quella bovina con una buona attestazione, quella suina in bassa percentuale e qualche attestazione di specie selvatiche, quale il capriolo.  Può sorprendere la presenza di resti di gru, un uccello che forse era prevalentemente ricercato per le sue piume, e di cani, oggetti questi ultimi, di pasto.

La ceramica è tipologicamente varia, e soprattutto nel periodo non iniziale del Bronzo medio, mostra una ricca decorazione excisa (Figura 5) con motivi geometrici: meandri, spirali, file di triangoli, ecc.

Fig.4-Vaso-con-decorazione-
Figura 5. Vaso con decorazione excisa con motivo di cani correnti  del  Bronzo medio

Resti di forni (Figura 6, 7), valve di fusione (Figura 8), alcuni manufatti e strumenti rivelano la precoce lavorazione del bronzo e l’importanza del sito.

fig.6-Forno-del-periodo-app
Figura 6. Forno del periodo appenninico
fig-7-bis--Area-di-protezio
Figura 7. Area di protezione a forma di cerchio intorno a un forno
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Figura 8. Forma bivalva per la fabricazione di un’ascia ad alette.