Giugno 1987. Piano di Sorrento.

Poco dopo l’apertura della tomba 4. Foto Arturo Fratta.

8 Giugno 2001. Nola – Croce del Papa.

Villaggio dell’età del bronzo. Asporto del materiale piroclastico dell’eruzione delle “Pomici di Avellino” nei livelli alti.

Berlino 2003

Conferenza presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Poggiomarino 2009

Prelievo della cesta nel saggio 3B.

Varsavia 5 Marzo 2010. Istituto Italiano di Cultura.

Convegno “Scambi e confronti, sui modi dell‘arte e della cultura, tra Italia e Polonia. Esperienze significative ed occasioni di riflessione”. Conferenza “Un viaggiatore polacco della seconda metà del Settecento e la realtà vesuviana: Stanislaw Kostka Potock”.

 

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Claude Albore Livadie, nata ad Avignone (Francia) il 10 Febbraio 1947, è Direttore di Ricerca presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica (CNRS). Dopo un lungo periodo presso il Centro Jean Bérard a Napoli,è riallacciata, oggi, al Centro Camille Jullian (UMR 6573) – Université de Provence/CNRS, Maison Méditerranéenne des Sciences de l’Homme – 5 rue du Château de l’Horloge, Aix en-Provence (Francia).

Ha sostenuto una tesi di Specializzazione in Etruscologia presso l’Università per stranieri di Perugia “Le Bucchero nero e le anfore etrusche in Gallia Meridionale e in Catalogna” sotto la direzione di M. Pallottino.

E’ dottore di Ricerca (Università di Parigi X – Nanterre) con una tesi sulla “necropoli preromana di Calatia (S.Nicola La Strada)”.

E’ stata incaricata del corso di Paletnologia presso la Scuola di Perfezionamento dell’Università degli Studi Federico II di Napoli e nel biennio di Specializzazione presso la Seconda Università degli Studi di S. Maria Capua Vetere, ha tenuto il corso di Ecologia del Quaternario presso la Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi Federico II; ha anche insegnato Paletnologia, Geoarcheologia, Metodologia dello scavo preistorico, Archeometria e Preistoria e Protostoria dell’area vesuviana, presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa (Napoli).

È oggi docente del corso di “Antichità italiche” (Area Preistorica/Corso di Laurea in conservazione dei Beni Culturali) presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.

È stato membro del Consiglio Scientifico del “Centro Regionale di Competenza per lo Sviluppo ed il Trasferimento dell’Innovazione applicata ai Beni Culturali”, Mercogliano (Avellino),  membro del Comitato Scientifico di INNOVA, direttore e responsabile economico (régisseur d’avance) dell’Unità di Ricerca Associata 18 (CNRS/ Centro Jean Bérard).

E’ stata vice – Direttore del Centro Jean Bérard e direttrice dell’ Unité de Recherche Archéologique URA 18 del Centre National de la Recherche  Scientifique (Parigi)

È membro dell’Istituto Italiano di Dendrocronologia (Verona), del Consiglio Scientifico del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali (Ravello), dell’Istituto italiano di Preistoria e di Protostoria (Firenze). e del Deutsche Archaeologische Institut (Berlino).

Ha diretto numerosi cantieri di scavo principalmente in Campania, collaborando con le diverse Soprintendenze archeologiche.

I principali siti esplorati sono: per il periodo calcolitico Mulino S. Antonio/Valle del Clanio, la necropoli eneolitica della Trinità (Piano di Sorrento), per l’età del Bronzo: Montagna Spaccata (Pozzuoli), i villaggi di Croce del  Papa e Piazza d’Armi (Nola), S. Paolo Belsito, per i periodi orientalizzanti, arcaici e classici le necropoli nord-orientale e  sud-occidentale di Calatia (S. Nicola La Strada), la fornace di Treglia,  le fosse votive e la necropoli del IV sec. a. C. di Teano – Torricelle.

L’intervento nella villa rustica di Schiava (Tufino), distrutta dall’eruzione vesuviana del V sec. dopo C., rientra in una serie di operazioni svolte in stretta collaborazione con i geologi ed i  vulcanologi, mentre lo scavo della necropoli romana e tardo-romana di Camporeale, lungo il tratturo reale n.7 (Ariano Irpino) s’inserisce nello  studio delle antiche vie di comunicazione

Particolarmente significative per la conoscenza della Campania antica sono state le indagini condotte a La Starza di Ariano Irpino, a S.Paolo Belsito ed a Palma Campania. A Treglia (l’antique Trebula Baliensis, vicino a Pontelatone) l’esplorazione di un settore artigianale (fine VI s. a. C. ) documenta la produzione ceramica della regione. La scoperta del villaggio di Nola –Croce del Papa distrutto, come una Pompei della Preistoria, da un’eruzione del Somma-Vesuvio e quello dell’insediamento perifluviale di Longola-Poggiomarino (la “Venezia della Preistoria”) costituiscono i momenti salienti delle più recenti ricerche (Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei ).

Collabora da vari anni con diverse istituzioni: Deutsches Archäologisches Institut di Berlino per la curva dendrocronologica della quercia nell’Italia del Sud, laboratorio d’archeometria dell’Università degli Studi Federico II, Laboratorio CIRCE/Seconda Università di Napoli, Laboratorio di Diagnostica dell’Università Suor Orsola Benincasa,Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello e Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente (Is.I. A.O.). Nel quadro di alcuni progetti sulle variazioni climatiche durante la Protostoria in Italia, coordina i lavori di un gruppo di geoarcheologi e di specialisti dell’ambiente.

Tra i progetti in corso sui materiali archeologici della regione campana sono da segnalare gli studi tipologici e archeometrici dei reperti in oro (VIII-VI a. C.) (in collaborazione con G. Paternoster-Laboratorio XRF dell’Università degli Studi Federico II), delle asce ed altri oggetti metallici dell’età del Bronzo (in collaborazione con G.Paternoster e C. Giardino) e del bucchero nero campano (in collaborazione con G.Paternoster e G.Troisi).